I tuoi seni lievi nella curva del mio sonno a primavera

I tuoi seni lievi nella curva del mio sonno, a notte,
sfibrano le smagliature delle parole taciute,
lenzuola tese tra i gerani ormai maturi
sui davanzali della svestita ingenuità,
soli che accecano i doni dell’abbandono.

Dimmi su quale destino, adesso,
debbo infrangere l’aritmia dei miei sensi,
annullarmi alla creatura che mi abita
per riscoprirmi così nell’effusione tua,
trascesa carezza sui tuoi seni nella curva del mio sonno
a primavera.

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