I di là dello sguardo

Imboccati dalla pietra invisibile
noi, i di là dello sguardo, variamo le immagini
ed omettiamo quasi tutte le vocali
emettendo suoni sempre più forti
pur non avendo il becco reale delle aquile.
Per non avvicinarci al bello
dovremmo possedere il nome impiegatizio,
il cuore mai giustificato,
ma siamo i gesti dalla rotta solitaria
e la vampa che ci sfama è un livido del mare.
Con separate istanze di massa,
distratti dalla coniata gioia dei cieli,
coniughiamo al sapere il distacco artificiale
riconoscendo che al disfare proprio dei giorni
v’è l’equilibrato definirsi della monade.

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