I cieli effondono rugiada

Fragile, nel tormento
di quest’anima,
pensieri scontro
tra i figli dell’intelletto
troppo acerbi, umani,
e ogni tua dirittura
la storia mia diviene,
pienezza che si fa memoria
penetrata dalla consapevolezza
d’essere al tempo colà,
ove liberata è l’unica stagione
e i cieli effondono rugiada.
Io, ultimo respiro dei nati
e principio della loro diseguale fine,
cos’altro dovrei celebrare
se non la loro devoluta fame d’aria?

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