Giorni colmi di creato

Come l’acqua trascorre
non così, non così i miei giorni.
Eppure cosa v’è di più meraviglioso incontro,
pensiero che trabocchi alla luce,
di un incontaminato seme che riposa, lieve,
nel grembo di una donna, di una madre?
Cuore mio urlerò alla mia distanza,
a queste voci lontane che la viva fonte
a tratti a tratti bacia e inonda. Cuore mio!
Sciogli, vento, i nodi dell’inganno,
così come il giorno sul volto tuo
di vita pura si colma,
tu lascia, lascia pure lo scherno all’ardire della notte.
Avrà spazio e tempo immoto per il suo pianto.
Ascolterò forse, anch’io, la sera battermi nel petto,
e comprenderò che quel seme, quel grembo,
quella donna, quella madre,
altro non erano che il torpore dell’immenso,
seno che mi ricongiungi al padre
nel venire al mondo a istanze nuove d’esistenza
come l’acqua che trascorre,
prim’ancora dei miei vuoti, giorni colmi di creato.

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