Frammento numero zero

Occorre affinché il diritto si tramuti nel già declassato dovere. Morte, che dei linguaggi abusi su esanime bocche di creature nate larve, io compongo e decompongo il mio dire, quest’oggi, con un’azione bilaterale che unga l’estremità dei tuoi poli nei miei, affrancati al bello e al terribile, al sano e al devastato, poiché tra il bruco e la farfalla ci siano frammenti d’intervalli e l’infanzia violata non imploda nel tuo putrido ventre, bolla eufemica dell’eutanasia del niente che tra tutto il tuo mutare ermeneutico oggi puoi definire la tua snudata espressione come la zuppa simbiosi di un’iconografia senza valori febbrili né aritmie negate congiunti ai vuoti delle pause.


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