Escatologia di elementi prossimi all’immediato

Scalfisce, la luce, ogni ardore del mare
in vite di ore passate cui ne resta il sereno,
quando il giorno vuota se stesso
e gli umori sfumano vermigli, felici,
nettati dal soave declinare della rugiada
in un raccolto di roventi attimi mai stanchi,
memorie lineari dalla femminile traccia
verso l’ovest svezzato nella sua essenza,
sino a compensare l’idea che ho del caos,
escatologia di elementi prossimi all’immediato,
con un cielo masticato, stretto, costretto,
all’estremo della tutta lieve umanità
e vincitore e vinto d’ogni mio pensiero.

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