Era la vita e oltre, l’ora tutta bella

Era la vita e oltre, l’ora tutta bella,
quella in cui non il tempo dettava l’ordine,
l’armonia degli atomi e dei devastanti momenti,
poiché l’emersione del caos fluiva col principio
nei pressi delle libere potestà condotte dalla sapienza.
Nella combustione tra il sonno della colpa
e l’inno dell’intelletto ebbi da svestire l’occhio,
l’orecchio e, privo dei miei sensi, saggiando
timoroso la conoscenza, fui preda
di un filantropico vento che mescolò
sabbia di sabbia nella focalizzazione della mia mano
più volte percorsa dalla sostanza dei nomi,
dalle specie delle voci e dall’indaco della parola.
Teofania espressa sulle spoglie forme umani,
fui rapito, essente, nel fiato dal plettro della catarsi
finché il vero e il bello s’intinsero, per via delle virtù,
l’altro dentro l’uno, nel petto intracosmico della luce,
generando particole di fortezza nell’adunata dello spirito.

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