E l’improvviso fu niente, l’infinito un istante

Ero negli occhi del mio amato
quando ecco:
vi traboccò il mandorlo.
Il consueto dilagò nell’inatteso
e tutto fu colmato dal mosaico
dell’improvviso e del niente,
paradosso dell’istante.
Se solo avessi potuto infrangerlo,
baciando la curva in seno alle sue labbra,
sarei divenuto nei suoi occhi
l’iride che il cuore stilla,
l’oltre che in esso avanza,
e a dimenticati secoli
non il gemito a trasvolare i brividi
ma l’essere nel nostro canto.
Ero negli occhi del mio amato
quando ecco:
vi traboccò il mandorlo.
E bevvi,
bevvi così tanto
che da quegli occhi svelati
traboccai anch’io.
E l’improvviso fu niente,
l’infinito un istante.

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