È la genesi del mio linguaggio

È la genesi del mio linguaggio,
ritorno inanellato dell’esperienza nel petto dell’alba. Spada che non infierisce, attorno al gelo suo possiamo scorgere l’immenso tradursi febbrile della lotta e della fiamma, libertà che ombra non getta sull’acqua, come della luce nascente la perenne scia emersa in disparte, finché luogo e memoria si scontrano nella negazione del nulla che fa da ingresso al nostro passaggio, controesodo di una migrazione che posa l’eco scomoda della ormai anima tra i versi reconditi del neonato lampo che, in me dimorando, albeggia un tutto altro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Rivelata

Accadrà che nella compiaciuta estensione dei tempi, sul monte più elevato, si correggerà la deviazione bilaterale del cosmo e, di…

Ho una buona notizia da darvi

Detesta l’odio e fai il bene, non disprezzare il misero e soccorri l’orfano, ama la giustizia e fuggi la codardia,…

Come il sorriso di Colei che sfocia nell’Eterno

La tua mano incede nella mia, su di me si posa con il suo vigore, la sua forza, la sua…

Le nozze di pane

Orsù imbandite i tavoli, ornateli con i fiori più pregiati e chiamate i musici affinché nulla manchi alla mia festa.…