È in quel vino che tra le loro mani, parlando, si spezza

È nel gesto.
In quel pane che nel calice abbonda, fuoriesce.

E in quel procreato atto,
che in sé muta e tutto assolve,
si riconosce l’esule amore
estraniato dal mondo,
seme della medesima volontà
che ha nutrito l’essere
in quanto figlio e sorella,
fratello e madre.

Eppure guarderanno e non vedranno,
ascolteranno non udendo,
capiranno senza però comprendere
e, incerti nella più larga certezza,
prima di tramontare in terra
volgeranno lo sguardo su loro stessi,
dove il tarlo mai muore
e il fuoco non si estingue.

È nel gesto.
In quel vino che tra le loro mani, parlando, si spezza.

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