È il pane della comunione
Ci è stato posto innanzi. È il pane della comunione. E lo dobbiamo consumare. Possiede il vincolo salvifico del libero arbitrio. Chi si trae indietro dal mangiarlo è perduto. Sì, perché è disceso dal cielo per noi. In quanto dono, dovremmo esserne grati, anziché rigettarlo o, peggio ancora, sputarvici sopra. Ma, disgustati, molto spesso gli uomini non accettano doni simili e si dicono tra essi: via, lontano da noi questo cibo quotidiano. Essi non comprendono, perché non vogliono capire. Finiranno alla stessa maniera di coloro che li hanno preceduti. Come le bestie che periscono. E senza esalare ciò che tutto rinnova e dà vita: lo spirito.
(25/06/2026)