E continua, l’anima, nel suo armonico viaggio

E continua, come un palpito senza
ritorno, una pulsazione senza pretesa,
l’anima, nel suo armonico viaggio,
l’andirivieni della sua misteriosa storia,
di chi non porta mai bagaglio.
Assenza, assenza di sfumature, di
rimpianto, ecco sfarsi la sua primavera
in tanto sfarzo di solitudine, di tale
sopravvivenza.
L’apogeo. Fino a quando?
Non un accenno, né un distacco dalla
sua essenza, quella scala porterà forse
all’anelito degli angeli, al coro
ultimo dei cieli?
E intanto avanza,
freme sempre più in disparte, col suo
fare equidistante, lasciando tutto l’azzurro
del suo vagabondante suono nei flutti
del silenzio e nei frastuoni dell’imperlato
mare sempre lì d’accanto.
Ecco. L’intervallo dell’infinito alza i veli
di una trasudata gioia con l’ardore
settembrino che non è poi così lontano.
E prosegue, assetata e scalza.

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