Mi hai generato nel seno del tuo nome,
e reso uomo sulle labbra del tuo bacio.
La tua promessa, così,
agli occhi di questa generazione
incredula e perversa,
si è espansa
come la più feconda delle discendenze,
come scintille di rugiada
fuoriuscite dall’arroventata marmitta
dei firmamenti autunnali.
Mi hai liberato dai lacci dei superbi,
quando ho appreso che il braccio vile
di coloro che consideravo miei fratelli
non era altro che l’agguato più mortale.
E di speranza e di attesa andavo nutrendomi,
comprendendo, poi,
che esse sono il pane e il vino con i quali,
quotidianamente,
tu mi consoli, mi ravvivi, e mi fortifichi,
nel tuo immenso e glorioso amore.
Così è avvenuto che,
attraverso i miei giorni, nella età delle mie età,
senza conoscere ciò che mai è avvinto dai tempi,
come sigillo sulla bocca tua, o Padre, mi hai riposto,
come ulivo verdeggiante
che s’intreccia sul mandorlo in fiore,
sul suo più timido ramo.
Io, messaggero di pace e sentinella – come l’aurora,
sul posto di guardia più elevato:
la torre del tuo transustanziante mistero.
Oh, eternità che infinita mi sfiori!
Tu mi agguanti nell’intimo e,
per volontà prive di genesi,
mi ottieni, tutto, ultimo e primo,
origine prima di ogni origine,
vivente nel vivente.
Tu mi hai rivestito di vigore,
e di coraggio mi hai cinto come un prode,
ridestandomi dal sonno più profondo:
guarderanno e sbigottiranno,
prima di chinare lo sguardo e di tacere,
i re e i potenti.
Perché accadrà che i fatti nuovi
non saranno più nascosti,
nemmeno ai loro cuori,
quando il figlio dell’uomo
scuoterà i cieli come fossero moltitudine di cedri
e la terra separerà in due, prima di richiuderla,
come fosse aria scossa dal dardo che sutura i suoni,
come fosse il ventre ingiovanito della sterile,
la quale concepirà sette doglie
per quante sono tutte le nazioni.
In quel giorno,
i sazi se ne andranno nudi per le piazze,
colmi di vergogna e di disonore,
e i nudi saranno rivestiti dall’anelito del Signore,
che tutto nutre, ravviva, consola.
In quel giorno ci sarà una strada
che sarà percorsa soltanto dal figlio dell’uomo,
e sarà chiamata via santa.
In quel giorno egli, con la sua destra,
calpesterà tutti i violenti,
gli oppressori e i re, i più potenti,
distruggendo la madre di ogni iniquità
e l’abominio della desolazione, presente ovunque,
sulla faccia della terra.
Al Signore così piacerà.
Innalzerà il suo messia e,
a squarciati cieli,
nemmeno i tuoni avranno pietà per i cieli né,
a dominate acque,
le acque avranno riguardo per la superficie terrestre.
Prima che i cieli si arrotolino
con i loro eserciti,
i venti, in quel tempo,
afferreranno un bambino
per il braccio suo più forte,
un bambino che da sempre è stato
con la faccia rivolta
nel Dio della misericordia e della giustizia,
e sarà così consacrata, definitivamente,
la cosiddetta via santa
con lo Spirito Onnipotente.
Ecco.
Io mi rallegro
perché tu mi fai scrutare nel mio cuore il tuo am ore,
e nel tuo amore io vivo col tuo cuore.
Quale gioia più grande, o Padre amatissimo,
saperti così vicino,
oltre il mare di ogni stella,
oltre il cielo di ogni cielo,
tu che mi hai posto, sulla tua bocca,
come un timido narciso,
per farmi conoscere la verità tutta intera,
tu che sei per me e padre e madre. E figlio.
Tu sei la mia famiglia.
E adesso è con la bocca mia,
posata ancora sul tuo beato petto,
che vado glorificando il tuo nome altissimo
oh, amore amato,
tu che vai distruggendo
coloro che si sono macchiati
con la colpa della colpa.
La più grave.
Ovvero,
che sono voluti diventare da figli tuoi
i tuoi nemici, i più infedeli:
i tuoi avversari.
O Padre,
mi hai generato nel seno del tuo nome,
mi hai custodito come pupilla del tuo afflato,
e mi hai reso uomo
sulle immacolate labbra del tuo purissimo bacio.
Risieda per me la tua alleanza nel tuo volto,
adesso, come per la generazione che ti cerca,
la discendenza che tu ti sei acquistato.
Prima che io ritorni,
o amore amante
e Onnipotente Signore dei signori,
con i figli dei tuoi figli tra queste braccia
e i padri che tu mi hai generato,
primo e ultimo,
autore del verbo nello stesso verbo,
luce che si eterna della via, della verità e della vita,
e che, con la mia voce, la tua vittoria canta,
nella magnifica sorgente del tuo Spirito.
Lì, in quel giardino chiuso,
fontana sigillata –
dove l’origine ha origine,
con il mistero impenetrabile
del tuo ineffabile mistero,
e tutto è inizio e fine.
(30/10/2025)


