Dinanzi al farnetichio delle città

Dovremmo tratteggiare, uniti, un paesaggio di un autunno a sera quando i petti, ancora desti per i profumi dei difficili sentimenti, si aggrappano alle faticose insegne delle ore e nel frastuono immenso di esse non rinunciano al vicendevole fabbricarsi posizioni di sogni e atmosfere idilliache, ebbri di chissà quale fantasia imperturbata e prede minacciate dai soli graffi delle diverse, avveniristiche promesse.
E invece restiamo inutili, dinanzi al farnetichio delle città, come se dovessimo non più accudire un figlio, malgrado noi.

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