Di vetro il cielo spiove in ogni perduta beltà

Iroso mi trascina nei più cupi silenzi un vento
e di vetro il cielo spiove in ogni perduta beltà,
screpolata come questo labbro che baci indenne
e che trema, volgendosi all’indietro, impaurito,
con lo stupore ladro di chi non sa d’essere
pur essendo stato nel poi e nel mai, di qui e di là,
quasi del tutto anestetizzato, assente,
nell’ombra tua sconfinata, vergine.

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