Cosa moltiplica l’eternità nei confini dell’anima

Al bando l’infanzia, vietata ogni fugace ingenuità.
Di lampi e delle loro voci, tuttavia, rivestimi,
oggi che il mio sonno si chiama pioggia,
oggi che nelle tue forme la mia vita si forgia,
oggi che i tuoi graziosi anni sono i miei figli,
oggi che la notte non è che il travaglio del giorno.

Al bando l’alloro ai chiodi, le rose bluette recise.
Vieni e mira con noi, linfa dell’incredulità,
oggi che i passeri cantano la primavera con gli occhi,
oggi che le aquile sbocciano dagli antartici mari,
oggi che i cigni parlano la lingua universale,
oggi che i cani beatamente danzano.

Cosa moltiplica l’eternità nei confini dell’anima
se scendendo e salendo ci scopriamo puri e solenni,
senza colpa che ci riguardi,
senza dolore che ci trafigga,
senza tenebre più da temere,
oggi che, senz’alcun tempo, siamo tutto questo per sempre?

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