Concepimmo della realtà il distacco dal remoto

Capita che di notte la sfrontatezza della sorte scivoli nel declino della metropoli, un patibolo cui si va incontro senza provarne pietà. Gestimmo il tuo futuro senz’alcun riguardo, concependo così della realtà il distacco dall’ibrido remoto, l’ampiezza della festa mutilata in pieno petto tra lo sfarzo delle tue piazze, vedette in piena terra, misera e severa. Così la strada che porta verso il mare degli onesti diventa un solo sguardo, opera di una miriade di specchi dove la medusa del soldato muta la forza della memoria bellicosa con l’armata musicale clandestina, simbolo teofisico non solo delle bestie.


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