Con stremate labbra, sulla coppa della tua rugiada

Il tuo fiorire nella creatura, sorriso che anticipi il giorno, è più della vicinanza assoluta che l’anima rapisce, la carne, ed io, nell’ora rigogliosa dell’imminente “agguato”, scevro da qualsiasi ombra o forma che non ti declami, vinto dalla tua purezza che in petto più m’avvampa, con stremate labbra, sulla coppa della tua rugiada, io ti saggio e ti celebro, donna!

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