Con l’anima protesa verso l’antecedente corpo

Il sussulto, ultimo
e puranche per questo
intimo, definitivo,
colmi l’incompiuto stupore
di quella gioia che,
quieta nei suoi stormi
invisibili, va migrando
per sconosciute dimensioni
ove io, con l’anima protesa
verso l’antecedente corpo,
lenendo le piaghe
che mai gli appartennero
vibro di libera presenza
e appieno completandole
nel tutto m’identifico.

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