Con ineffabile ingegno, bios puro e nudo

La quiete spegne la riluttanza della nebbia scientifica che mi circonda inoculando il piacere proprio della feconda rugiada entro l’anima in cui già dimoro. Spirito che i cuori domi e che contraddistingui tutte le stagioni dell’essere, bios puro e nudo ove la fuga della vicinanza è l’insieme di clusters che giammai m’ottenebra, con ineffabile ingegno hai costruito e demolito i tempi che di sabbia e di polvere ispessiscono il mio genere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Oltre non chiedere a chi l’elusione violenta conduce

Oltre non chiedere a chi l’elusione violenta conduce. In balìa della stagione, il vento suo, è la tempesta in fasce…

L’infanzia, talvolta

L’infanzia, talvolta, prevede un solo istante: essere.

Eccezione

Povero quell’uomo che possiede la violenza negli occhi e che la subisce. Io vi dico che ha già ricevuto la…

Gioia. Quale e quanta quando avanzasti nell’anima mia

Gioia. Quale e quanta quando avanzasti nell’anima mia, finanche nella mia carne, senza crear scompenso invano. Già, io che da…