Come vita tregua lascia in capo e mirra

Io me ne andrò da te,
come vita tregua lascia
in capo e mirra,
salutando la tua sofferenza
d’acerbe spine imbalsamata
quando, tra i nessuno e il niente,
vagherai, vedova terribilmente,
nella sterile valle dell’indegna nullità
destituita dalle spoglie del tuo male,
con l’alcun giudizio più ad attenderti,
incestuosa, come la tua prole infame.

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