Come una mimosa d’inverno

L’anima, suono che invade
l’entroterra del nervo più musicale,
urbano,
scaverà questa notte il suo rifugio
in prossimità dell’osso in fuga
dalla miniera delle spade e,
trafugata nel taglio netto
della paura, nel suo anniversario,
ad una velocità prodigiosa
collasserà in un’ingenua risata,
larga un bacio di quattro anni,
spirando nei morsi dell’etere.
Come una mimosa d’inverno
rianimata dal vento del fato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

In diramazioni coercitive di spiacevoli masse

Non una realtà inconsapevole né multiformi dimensioni distratte ebbero piacere nell’abitarvi, uomini. E se ad offuscarsi come smorte candele furono…

Tu spargi fiori abbrividendo mondi

E nei tuoi occhi ci scavalca così - premurosa, meglio forse non pensarla - l’idea dei nostri anni, che lungo…

Tra i banchetti ultimi della terra

Sfigurato dal contesto umano donde con esatta scienza posso addurre che da lì, ad abiurate nazioni che impongono popolo ai…

Ecco compiersi in divenire il verbo

Affinché vi sia noto. Poiché in quanto alla misura non è più il valore dell’azione né il bisogno che nutre…