Come quando a cena l’alba e il sangue noi

Inespressa, quando la mente sfugge alla diatriba,
al ricettacolo della memoria, la percezione non umana
dell’intimità sua in ogni vita e condizione comporta,
migrazioni attestate dalle idee di troppo, la rinuncia
completa del senso, perfino dei meccanismi mai sterili
d’una parola che adesso più nessuno sanare deve,
né cointestare spazio e tempo a favore dell’egemonia
del verbo, quell’assoluto frangersi dell’amore
libero dall’intendimento dell’essere al quale più nulla può.
Come quando a cena l’alba e il sangue noi.

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