Come piume che scuotono l’aria

Certi passi sono così brevi,
lievi, come piume che scuotono l’aria
prima di travolgere il suolo
con le sue fragilità innumerevoli.
Ossi, forse, senza più nome
di storie, ancora vive,
che inquietano l’anima scomparsa
di ciò che pare libero, sereno.
Favori di un tormento, dunque,
che rendono esanime la vecchia estate
per il dolore che in essa si è compiuto,
in un vicendevole male mattutino
desideroso, talvolta, perfino di silenzio,
passi brevi, lievi, come piume fragili
che scuotono una terra che mai tacerà.

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