Come per lo stormo la notturna fiamma

Il mio sguardo ho perduto
come per lo stormo la notturna fiamma
che l’udito avvince, che la morte incanta,
e non più appartenendomi, liberamente solo,
avvampato dall’orfanezza di una lacrima,
m’astringo al nulla che tutto m’ottiene
prima di recarmi al mondo dei superstiti
dove ad accogliermi v’è il vuoto,
origine potente di questo anelito generato
e mio predecessore in procreati cieli.

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