Chi ha smenticato l’uomo nel riflesso del volto materno

Chi ha smenticato l’uomo nel riflesso del volto materno non possiede la colpa necessaria per escludere dal ritmo l’atto estemporaneo dell’esilio, della constatazione del dubbio, di un letargico affrancamento all’ombra del suo stesso destino che presupponga un ampio consenso legittimato dall’istante. Eppure l’uomo stesso ha riparato gran parte del danno per la ripudiata materia e, con l’ala triangolare della rondine mai dolente, con al labbro la violenza della forza di gravità nulla sottomette e sotto l’ombra delle sue stesse gesta, accogliendo tutto, erra nel suo vecchio luogo natìo intonando il suo canto.

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