Nel giorno trentesimo, al dodicesimo mese, quando l’anno venticinquesimo della duemillesima età era giunto al suo termine ultimo, definitivo, la mano del Signore è scesa su di me.
Il Signore mi ha detto: figlio dell’uomo, rivolgi la parola, la mia parola, a quanti sogliono far credere che in loro la verità e la giustizia sia una esclusiva questione delle tenebre. Ecco. Non sanno altro fare che nascondere le tante guerre con i soliti stratagemmi. Lanciano la pace nel branco inferocito dei tori per riservare la pietà tra le zanne insanguinate dei lupi. E non altro fanno che rispondere domandando, e domandare rispondendo. Sono una generazione ribelle, tutta dedita alla superbia, all’idolatria, all’odio, alla perversione, alla rapina. E, soprattutto, indovinello dopo indovinello, si prostituiscono. Indovinello dopo indovinello, soprattutto: e si prostituiscono!
Figlio dell’uomo, parla loro e dici: così parla il Signore, mio Dio:
Si dice per parlare e si parla per dire. Allo stesso modo si ode per ascoltare e si ascolta per udire. Chi tra l’invito e l’invitato ha detto per dire e ha udito per udire, e chi tra l’invitato e l’invito ha parlato per parlare e ha ascoltato per ascoltare, oggi, ha commesso la colpa più grave e si è tradito. Così, come il tutto è al tutto in tutto, allo stesso modo io parlo senza dire e ascolto senza udire, diversamente da invito e invitato, perché quanto i cieli sovrastano i loro cieli, e la terra i loro abissi, così sono distanti i loro pensieri dai miei. Questo perché ho palesemente indurito i cuori dell’invitato e dell’invito, affinché non si convertano, continuino a commettere iniquità e siano ritenuti colpevoli, rei per sempre dei più grandi abomini. Intanto, l’irresponsabile ha macchiato il suo dire, il suo udire, con il parlare e con l’ascoltare dell’assassino. Quando la mia colomba farà ritorno nelle mie vie – che non sono le loro vie, senza alcun ramoscello di ulivo nel suo becco, si avvererà ciò che ho stabilito per loro da principio e a miliardi, su un batter d’ali, saranno chiamati all’irrevocabile. Ecco. Mi stendo e poi m’espando steso nell’espanso che stenta e in te s’estende. E ovunque stando splendi che splende ovunque stando. Questa la mia parola. Una e trina. Ed è sacrificale oblazione del mio dire e del mio udire, entrambi unigeniti figli del mio eterno amore, coniati tra i sigilli dell’infinito d’infinito. Chi deve intendere intenda. Oracolo del Signore, mio Dio.
(30/12/2025)


