Chi avvamperà il sette lumi

Com’è misero
questo tuo risveglio,
mondo. Eppure io so,
soprattutto oggi,
quanto ti sa d’amaro.

I figli tuoi
più non avanzano
per i paesi conquistati
dalla menzogna,
né cantano con gioia.

No. Il tuo lugubre ricordo
non è dimora di un passato.
È il veicolo, tuttavia,
che t’introietta moribondo
sui quattro colli del martirio.

Osserva! La luce che rimbomba
dall’alto bagna di speranza quel
sorriso delicato che vorrebbe
nullificare il male, straniero
perfino alla parola che dona pace.

Chi avvamperà il sette lumi coricato
nello stupore dei nostri ultimi sogni
avrà la verità per madre
quando nel tutto si schiarirà la via
che lascerà udire la vita ai nuovi passi.

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