C’è chi ha parole da occhi sfamati

C’è chi ha parole da occhi sfamati, con quella solidificata libertà che solo ad egli compete. Costui non conosce miseria, né gli appartengono limiti che possano deflagrare la flessione dell’intrinseca elevazione. I suoi movimenti armonici ed ogni meccanica risarcitoria subite per quelle alterate transazioni speculative, deflazionarie, risultano ignote alla gran parte degli uomini. Il vorticoso assemblaggio dei campi sonori, visivi, gli rendono equilibrate le facoltà che riguardano i dislivelli della meditazione, nuclearizzando il fenomeno della orientabilità sensitiva. Potranno i substrati sferici della cosmogonia, l’eccessivo disegno dell’evoluta introspezione, turbare i vari elementi biochimici che compongono l’essere?

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