Cartolina del 10 settembre 2020

Era una volta il mondo e io ti penso con sentimenti paleolitici.
Qui la nebbia respira comparti e dominazioni di uomini, le correnti umide travolgono i cervelli più evoluti trafugati dai segreti delle logge mummificate, il sonno è l’obiezione di chi non apprende la legge della carneficina prevista dal comma nero che impatta il vigore costituzionale lasciando la miseria dissezionare i limiti dei diritti umani. I corpi si muovono al comando dei più alti padiglioni, i presentatarm evocati dai gerarchici alza bandiere sono bypassati dai droni. Medicherie collassate per imprevisti e intensivi naufragi sulle torturate rotte creano desideri compulsivi di neri emisferi per evasioni di massa. La media dei tremori e degli spasmi raggiunge toni esuberanti, veicolati dal trend in rialzo delle peggiori piazze, e i risvegli pacifici ormai hanno di pacifico l’odore sporco di un ridotto liquido macchiato nel mare dei mostri artificiali. Paure, silenzi, omicidi, pestaggi, devoluzioni: lo nascondo inutilmente. A volte dei letti ci depurano urinando tra silenzi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

In diramazioni coercitive di spiacevoli masse

Non una realtà inconsapevole né multiformi dimensioni distratte ebbero piacere nell’abitarvi, uomini. E se ad offuscarsi come smorte candele furono…

Tu spargi fiori abbrividendo mondi

E nei tuoi occhi ci scavalca così - premurosa, meglio forse non pensarla - l’idea dei nostri anni, che lungo…

Tra i banchetti ultimi della terra

Sfigurato dal contesto umano donde con esatta scienza posso addurre che da lì, ad abiurate nazioni che impongono popolo ai…

Ecco compiersi in divenire il verbo

Affinché vi sia noto. Poiché in quanto alla misura non è più il valore dell’azione né il bisogno che nutre…