Canto del ritorno

Per quanto sforzo
l’umano compiere possa
in atto fondare l’essere,
la creatura, ecco. Io dico
che se tale gesto fosse
omesso dalla moltitudine
che avvince i popoli,
le nazioni, nemmeno
il più placato garbo
si dimetterebbe dal suo
intimidito animo,
predecessore di chissà
quale coscienziosa
frangia interna, o fazione.
E dunque, come potrebbe
con semplici linguaggi,
seppure d’amore, l’uomo,
voltare la schiena, il fianco,
il volto, alla terra che nudo
lo sparse, dal suo vergine lamento,
e che nudo lo riabbraccerà,
giubilante, per il gran raccolto?

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