Barriere umane, devastazioni collaterali

Barriere umane, devastazioni collaterali:
a quali scudi d’inerme innocenza volgeremo i nostri passi,
le nostre arruolate obiezioni di coscienza,
quando le armi dei contrabbandieri della fame e della sete
punteranno i loro meschini obiettivi dall’efferato calibro
sulle destinazioni spaesate in sparse stazioni di amore e vita?
Avanti, proseguiamo pure la nostra clamorosa passeggiata
sotto le briglie sciolte dei satelliti spia
affidando l’intimità del globo alla mercé di paesi bari
e dei suoi uomini sempre più medagliati – gli eccellenti –
rovinati dalle raffiche delle società del potere,
paradosso dell’umana balìa.
Eppure ecco.
Come a sera brucia l’erba che al mattino esplode
così non sarà domani per il sole,
che morte già splende
e che futuro dolore già piove.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Tra i banchetti ultimi della terra

Sfigurato dal contesto umano donde con esatta scienza posso addurre che da lì, ad abiurate nazioni che impongono popolo ai…

Ecco compiersi in divenire il verbo

Affinché vi sia noto. Poiché in quanto alla misura non è più il valore dell’azione né il bisogno che nutre…

Nell’urna spalancata dai cieli dei miei fenomeni

Vivo sepolto nel sorriso degli angeli e, a convissuto etere, la mia provvisorietà si eleva in te, regno che tutto…

Al silenzio coniugato

Fervo. Di quest’ora immota è l’infinità che brilla sul pentagramma dell’uomo al silenzio coniugato.