Assentarmi, perché dovrei ai tuoi decreti nudi e veri?

Assentarmi, perché dovrei ai tuoi decreti nudi e veri, o notte, pelle dei miei lucidi misteri e grembo del mio sentire, voce dei miei piaceri, pienezza d’ogni mia idea? No, anche se il giorno mi fugge avanti, schiuso, e lo rincorro, vinto sempre a te, come un figlio ad una madre, come un uomo alla sua amata, io torno e folle chi, a danno della luce, dalla matrice tua deforma l’altrui esistenza traendone l’orrido giovamento.

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