Approvati da uno stellato cielo vivo

Perché scriverti poesia d’amore, adesso,
quando noi non fuggiamo, no,
e di spazio in spazio alte orbite creiamo,
creammo e creeremo, instancabili e insonni,
approvati dal flusso genetico e dimensionale
di uno stellato cielo vivo?
Ecco. Al desiderio altero e sconosciuto
lasciamo il compito aspro, spento,
di ritrovare il canto dell’inesistere, dell’inutile.
A noi vengano dentro, come i più dolci
pugnali, bellezza e verità, giacché
scrivere poesie d’amore, adesso,
equivale a non fuggire dinanzi ad esse
bensì a fermarsi, fondersi e abissarsi,
finché la conoscenza non sia proclamata
con l’arrogante fragile sembianza
della morte più lieve.

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