Antologia di una dissolvenza

Antologia di una dissolvenza.
A riguardo cosa mai potrei aggiungere?
Dismesse armonie frapposte all’eterogeneo canto
per una voce senza fondo in tonalità di lettere smunte
avvivate dalla colonizzazione prossima del silenzio.

Sorridano i colli, si levino i mari,
battano le mani i monti, caschino i fiumi,
evaporino i laghi.

È la gioia della gioia,
l’innocenza che incarna le ritrovate infanzie.
Di tutto questo c’è davvero altro d’aggiungere?
Lascio all’altro l’arduo e mesto arbitrio del piacere
quando appieno mi vivrà la meccanica della conoscenza.

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