Annotta su di me il tuo respiro nelle fatalità del sonno

Annotta su di me il tuo respiro
nelle fatalità del sonno.
Oh quale scala da salire,
quanti passi da illuminare
nell’ingenuo introiettarsi della vita
sui nobili triclini della verità.

È, dunque, l’ora più viva,
il meridiano spartiacque
da mondo a mondo
che il cuore mi nobilita
abilitando il siero dell’anima
nel principio della congiunzione.

Un’aria afosa e snella
sembra prepararmi ad un’attesa veglia,
lì dove la terra muore
tra le beatitudini degli astri sorgivi
nella incontrastata vigilia del nuovo
che nullifica il transeunte caos.

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