Ad inoltrata primavera

Sparpagliato tra le dita il buio m’aprì gli occhi.
L’irripetibile si presentò così, a stracce vesta, per l’epoca del nuovo. Il mio sguardo non tardò a masticare l’aria, le mie pupille divennero la corolla dell’inesistente quando respirai, vuoto in tutto, il fresco mandibolare dall’andatura lenta ma possente al tempo e alla mia ennesima dimensione.
Normalità espansa, almeno dinanzi ad un’umanità resa mossa nel fracido intermezzo del cuore, gocciai a due aste su coloro che dovevano essere il suo giorno e la sua notte. E questi aprirono a tanta umanità la parte più disonesta degli occhi e, goccia dopo goccia il male lacrimò fiamme, sparpagliato tra le corde della mano meno avvezza e proiettata verso la luce. Piano, così da fossilizzare perfino i miei sensi, decretai la fine dell’inverno ad inoltrata primavera e con spasmi accelerati e vinti amai così tanto da essere carezzato dalla sua luce, da riaprire il tatto, ascoltando il suo fiato sul mio petto e per ferirmi a pieno regime nello scrocio mai dimenticato della sua voce. Poi, con le sue labbra stese ad irrigato flauto nel mio intelletto, rinvenni nella stanza profonda del pensiero nostro eguale quel perfetto agire non solo innamorato e prevenendo l’amore stesso il suo sapore mi restituii al gange del mio genetico sonno. Aprii gli occhi. L’irripetibile si presentò così. A stracce vesta per l’epoca del nuovo. Ad inoltrata primavera.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Per originare la domenica

Oh, follia degli eventi! Pochezza di ogni perduto istante. Sono giorni, questi, dove perfino il vetro suole respirare l’inzolfata aria…

Nell’irripetibile desiderio di esistere

Bisogna che tutto abbia un termine nell’irripetibile desiderio di esistere. Soltanto chi comprende l’esatta misura del soffio vitale viene attratto…

Per tanto amore incarnato

«Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno…

Quanto più la gloria è matrigna degli uomini

Guarda: centinaia, migliaia di corpi che si muovono al suono del progresso, al tempo del corno. Alito smorto di un…