Accorpate membra di una procreata incorruttibilità

Disperse, anima, il vento,
i miei anni che nemmeno
avevo riconosciuto come tali
per la sopraffazione dell’essere
uomo, per esser me stesso
e invitato come ad un assente
conviene alla mensa del sacrificio
guardando non gustai, né sedetti
tra i seduttori.
Così lavai la loro sporcizia
con i miei abiti resi subito candidi
dalla necessaria purificazione.
Oh, vastità dei cieli!
Al pari del mio amato mare
mugghiaste con issopo le mie
contaminazioni, lasciandomi candido
innanzi a quelle che dell’io
e del pensiero ancora vagano indistinte,
accorpate membra di una procreata
incorruttibilità.

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