A venuta memoria

Breve, più dell’arcobaleno
il pianto che l’estate attorno le trascorre,
l’amata, quanto più denso dev’essere
il brivido che indietro torna senza riparo
trovare nemmeno nelle sue ossa,
e l’uomo nel compromesso a burrasca,
il mare. Ci direte in quel giorno,
nel quale nessuno sapeva d’esistere,
che i nostri sorrisi avevano ragione
dei loro anni a trascorrere,
dell’essere tali. A venuta memoria,
con il canto della rugiada tra queste
rifiorite, abbracciate mani.

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