A scissa poliedricità della coscienza

Afferrato dal distacco mnemonico
nella proiezione del rimosso
a nuove vite, io, trascorsa l’ora
e della valle buia estinta l’eco,
nella metamorfosi dell’anima
pervengo all’indubitabile,
forma di un remoto sopraggiunto
in estraniazione dall’inutile
per la costernazione di un inessere
e, a deframmentata esistenza,
librato sulla voce della lontananza
esito, per i volti di me stesso,
nello scompenso della sete
a scissa poliedricità della coscienza.

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