A quali straordinarie migrazioni

Aneliamo tutti
alla medesima forma in specie di luogo:
la libertà.
Eppure a quali straordinarie migrazioni
siamo sottomessi di sette giorni in sette.
L’umanità stessa è la nostra testimone quando,
senza battere ciglio alcuno,
sbattiamo il capo tutti sulla stessa pietra.
Gerusalemme da sempre osserva noi,
suoi figli ignari, più che ingrati,
poiché dalla nostra lingua casca solo e sempre
quell’antica, modernissima moneta.
Le rondini non hanno tatto, potremmo pensare,
quando in gruppi paramilitari, a stormi,
volano nemmeno troppo in alto,
talvolta fin dentro i nostri bei pensieri.
Eppure a quali straordinarie migrazioni
sono sottomesse di sete nera in sete.
La libertà, dunque.
Aneliamo tutti
alla medesima specie in forma di luogo.
E nessuno, neanche la memoria di Roma
osa più tesserne l’eterna tela.

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