A nuovi bui le acque

A nuovi bui le acque.
È l’attesa, questa scrupolosa inerzia
verso l’ultimo nulla nel reso dell’assenza.
Ozio d’un aria smussata
e colorata dal manto dei vetri meno chierici,
la delizia si consuma nei sotterfugi d’inalberate anime
con i detriti della somma indifferenza.
A nuovi bui le acque.
E i giorni, nei loro via vai,
ricordano all’uomo la sua necessità
di chiudere la porta, con essenza traviata,
del medesimo mare tracannato.
In fondo, il silenzio ci appartiene.
Ciononostante, chi tacerà di quest’ora
lascerà le pietre già gravide urlare a strapiombo
e di questo frammento epocale
nessuna specie di rimorso varrà dello scambio il vuoto,
la spirale somministrata per l’eutanasia del niente.

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