A cosmo rinnovato fluttuerò come il suo immenso

Il tempo non è mai favorevole.
Con stravagante difficoltà e piacere
tento l’assalto per la destabilizzazione mnemonica
ed è subito una generazione di brividi, di sapori,
a condizionare la suscettibilità dei miei piaceri
nel catapultarmi sulle vette dei ripidi consensi,
suono che disfa i pensieri già liquefi
grondanti sintonie d’afa per i sentieri luminosi.
E corro, senza una terra che regga le mie tracce,
in funzione delle parole taciute, del bacio soldato,
contrastando la longevità dei falsi traguardi
e i libertinaggi perenni di una triste società,
stabilendo la sintesi dello spartito più delicato,
immerso nella sua insostenibile sete d’amore.
Quando il vento finirà di schiaffeggiare il mondo,
vinto dall’infanzia dell’anima e dai mancati confini,
ad inoltrata primavera completerò la sua plenitudine
e legato al fremito dell’assenza, dell’essere dimentico
e a cosmo rinnovato fluttuerò come il suo immenso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Tra i banchetti ultimi della terra

Sfigurato dal contesto umano donde con esatta scienza posso addurre che da lì, ad abiurate nazioni che impongono popolo ai…

Ecco compiersi in divenire il verbo

Affinché vi sia noto. Poiché in quanto alla misura non è più il valore dell’azione né il bisogno che nutre…

Nell’urna spalancata dai cieli dei miei fenomeni

Vivo sepolto nel sorriso degli angeli e, a convissuto etere, la mia provvisorietà si eleva in te, regno che tutto…

Al silenzio coniugato

Fervo. Di quest’ora immota è l’infinità che brilla sul pentagramma dell’uomo al silenzio coniugato.