Canto del Servo del Signore

L’ho chiamato
ed egli mi ha risposto.
Ho alzato per lui
la mia destra,
il mio braccio ho disteso
in suo favore
ed egli mi ha amato
con benedizioni spirituali.
Gli ho allora detto:
è poco,
è davvero troppo poco
che tu sia solo mio servo.
Io farò di te la mia grande Nazione
e andrai dinanzi ai potenti
senz’aver bisogno di alzare la voce
poiché ho reso la tua lingua
spada affilata, a doppio taglio,
ed essi saranno come pula che il vento disperde.
Proclamerai ovunque
la mia parola, saziando
i poveri, ridando la libertà agli oppressi,
restituendo la vista e l’udito ai ciechi e ai sordi.
Per me farai risuscitare i morti,
i popoli si convertiranno e
torneranno a me, poiché
in te si incarnerà la buona novella.
Anche se una madre
si dimenticasse dei propri figli,
tu non sarai dimenticato.
Allora le altre nazioni
porteranno in braccio i tuoi figli dispersi,
i loro capi faranno ad essi da tutori
e le donne da nutrici.
Ogni popolo, in quel giorno,
mi loderà, canterà inni al Signore,
mi renderà onore glorificando il mio nome.
Non una canna spezzerai per me,
non ti opporrai allo scherno e alla violenza
affinché le scritture si compiano.
Uomo che ben conosce la sofferenza,
dopo un tormento interiore
tu stesso redimerai, per me, dal peccato gli uomini.
Annoverato dapprima
come un malfattore tra i malfattori,
dopo che la sorte umana scioglierà la tua nudità
e il tuo drappo sventolerà a vessillo celeste,
sarai l’anelito della mia Alleanza
stipulata con Abramo, Isacco e Giacobbe, miei servi.
Sarai innalzato oltre ogni cielo
e siederai alla mia destra.
Con la tua giustizia giudicherai i vivi e i morti.
Ecco. Io affido a te il mio Regno
che non avrà mai fine.
Perché fin dal seno Materno ti ho generato
e prima di ogni principio eri con me, tu, Luce che io sono.
La terra sarà lo sgabello dei tuoi piedi
e tutti gli uomini s’inchineranno al suo Re,
Colui che è, che era e che sarà,
la Via, la Verità, e la Vita.
Perché il Signore oggi ha parlato, e non si pente.

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