In transubstanzia di me
In transubstanzia di me, di qua e di là del prossimo in definizione, abitante di un silenzio abbandonato puranche dalla sua vigilia, non posseggo, io non posseggo il corpo che mi vive – del quale ne testifico l’archetipico suo luogo in ogni escatologico mio attributo di principio e fine – e ad esso non appartiene…
