Per avvincerti nella luce sferica

Come custodire le tue bellezze, i tuoi tesori, le testimonianze che ti rendono ineguagliabile, se non esiste in te luogo per seppellirti, mondo malsano, quando anche l’aria che ci dona respiro declassa un’ipotesi così vasta, così poco moderna, e l’ipocrisia…

Nel lampo che a giorno giunge

Oh! Lasciatemi del mio raro lamento il gusto vivo della battaglia, la sovrapposizione dei volti nel lampo che a giorno giunge senza impedirne il distacco e, a deformate labbra, intonerò un sorriso nuovo per l’evento vocale del suo amatissimo sguardo.

Dinanzi al farnetichio delle città

Dovremmo tratteggiare, uniti, un paesaggio di un autunno a sera quando i petti, ancora desti per i profumi dei difficili sentimenti, si aggrappano alle faticose insegne delle ore e nel frastuono immenso di esse non rinunciano al vicendevole fabbricarsi posizioni…

Nel morso eutanasico della greppia

Fallace, la distrazione cui mi spingi pone sul mio abito senza riflesso il veicolo della disattenzione, un caleidoscopio multiplo di emersi liquidi e d’irrequietezze. E continui, con la realtà che spinge sui vetri abbassati della moribonda stagione, ad innescare botola…

Per l’insinuarsi della verità

Voci che temo per l’inestinguibile sete, dal diaframma dorato di una notte famelica verso pallide lacrime in quest’olimpo di fango, in questa origine bieca che dell’errare umano compie il dolore ruvido nell’odore popolare di un’indomita battaglia refrattaria a qualsiasi origliare…

D’epoche remote identificato

D’epoche remote identificato è questo un dramma coniato a gerarchie di giudaici lamenti. Ed oltre l’uomo dagli eventi estrapolato che il sacrificio storico pone ad essere un cuore oltre il Golgota - l’umana vetta.