A favore del gravitazionale fermento

Tristezza, prendi la sua morte che non più spinge sul nostro cuore e tra queste cerulee guance adagiandoti fai della loro nuova forma un selvaggio fiorire, ad oppressione simbolica, di un archetipico cielo che innesta il seme simmetrico del caos,…

Roma, Roma,

Roma, questi colori sono rapidi e con i loro estinti roseti affabulate sono le scene serali. Io resto qui, né fermo né in moto, sospeso su chissà quale dei tuoi seni con alcuno che freme per il momentaneo scenario impalpabile…

Per amore del sabato (Parentalia)

Oh madri, fanciulle dal cuore aspro e inappetibile, quanto ancora bisogna che l’attesa fuoriesca da questo nero sepolcro immolato per antiche orge di fango, per le carni denudate e sfiammate? Guardate voi, figli, che bruno avete l’occhio insano e guance…

Tra sgretolato e profondo

Spazio, il tuo, affinché non urti col viso improprio di chi teme la notte, scaccialo, ribelle, dall’afferrare onirico che strema i suoi fianchi, eresia dell’infausto, morte, poiché non appartiene tal giogo, quel propagare di luci da orfani occhi che innocenti…

Il sacrificio di Isacco

(Gen 22, 1-18) Giorno, lento giorno che smuovi azioni e luci angeliche abolendo il sonno della gradualità delle tenebre, che io possa dichiararmi a chi mi contiene legato nell’investitura di quest’attimo, sublime sfera collocata nella diversità dell’esteso, dell’attuato. Forse che…

In stormi di agnelli rapaci

Chi si sazia dell’abbondanza mancata nell’occhio degli esclusi, degli emarginati, è figlio dello stesso verbo, della loro identica parola. Attingete pure dagli inadatti a qualsiasi violenza alla pura fonte dei loro lamenti, dei loro nascosti dolori, e in stormi di…

Considera l’uscio un’entrata

Le chiavi tra le tue sudice mani girano invano, la vergogna non busserà; la porta è ormai spalancata. Tieniti pronta, considera l’uscio un’entrata. Non mangiare, non bere ma servi, servi ad ognuno secondo quanto richiesto. Conta i tuoi figli, fallo…

Voi comprendeste del dubbio la voce

Voi comprendeste del dubbio la voce, il perplesso fugare divenne in ognuno empietà. Ma quando il dolore tocca la misera non solo altrui ecco allora vibrare le corde dell’assenza nel cuore, quello stesso organo che ad ogni momento reca linfa,…