I tuoi figli, amore che non vivesti

I tuoi figli, amore che non vivesti, conobbero lance color latte che affondarono navi e stelle. Ah, il morir di quale sole vi rese uniti a quel veleno? I tuoi figli, i tuoi figli dimenticati, svezzati all’alba del nessun seno,…

All’abbeveratoio del sole ormai nero

Quale conflitto, quale sbiadente atmosfera stabilizza il frastuono della coscienza e quanto, quanto dolore decripta l’inclinato paesaggio lasciando l’uomo saziarsi, con tutte le creature d’ogni specie, all’abbeveratoio del sole ormai nero.

Come di un angelo il canto

Quanto pianse l’usignolo. Quel giorno davvero non albeggiò ai suoi increduli occhi e lo schiamazzo del mondo terminò avanti ai suoi tormenti, ai suoi smorzati, affannosi respiri. Solamente l’uomo conobbe la luce, ma fu così dolce il lamento, così oscuro…

Trasmutando l’essente

Trascese l’uomo. Contraddizione dell’essere, non più ovulo, non più creatura, bensì spazio che risuonò in sé come mai alcuna vita vi riuscì, s’installò, trasmutando l’essente, nel verbo, piantato nel suo seme, per la maturata metamorfosi.

Il frutto novello

Chi ha gustato della morte il nero fiore, baciando la sua terra ispida e profonda, è un essere superno che si è fecondato fecondo. Temuto dai mari e dalle sette tempeste costui è il frutto novello, la parola mai muta…

Questo mistero è grande

(Ef 5, 21-33) L’ombra sbatte col vento a favore sulle composizioni delle unioni. Che la donna sia sottomessa all’uomo e che questi la ami più della sua vita, questo il quotidiano comandamento dell’amore. Così come la chiesa deve essere membra…